27 | GIANNI DOVA

        1925 – 1991

 

PERSONAGGIO, 1956

olio su tela, cm 60×70.
Firmato e datato in basso a destra: dova g. 56.
Titolato, firmato e datato al verso:
dova g. 56 “Personaggio”

Provenienza
Milano, Collezione privata.

Esposizioni
Monza, Villa Reale, III Mostra Nazionale di Pittura “Premio Città di Monza”, maggio – giugno 1956
(etichetta al verso su telaio).

Opera accompagnata da autentica del Comitato
Promotore Archivio e Catalogo Ragionato delle opere di Gianni Dova, con il numero di archivio: 454.

 

Stima € 4.500 – 5.500

 

Nel 1956, anno di realizzazione del presente quadro, Gianni Dova si trasferì ad Anversa, andando ad approfondire la pittura fiamminga e quella di Hieronymus Bosch, dove vi si incontravano in un certo qual modo diavolerie simili a quella del surrealismo, stimolante tendenza a cui Dova si stava avvicinando. Era stato Max Ernst alla Biennale del 1954 a dimostrare all’Italia la forza di quelle visioni popolate da esseri nati dal libero fluire del pennello sulla tela e molti artisti italiani vi si accostarono con entusiasmo. Ecco che quindi le forme figlie della pittura automatica, con l’aggiunta di pungenti occhietti, diventano enigmatici personaggi che fissano l’osservatore: non sono esseri malvagi, ma di certo ambigui, facendo un paragone “surreale” simili a quegli spiriti che ad un certo punto popolano “La città incantata” di Miyazaki. Chi guarda quindi è costretto a fare uno sforzo maggiore senza aver la soluzione interpretativa servita ma venendo stuzzicato da continue domande sulla natura esistenziale di tali visioni.

 

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