Francis Picabia nacque a Parigi il 22 gennaio del 1879 da madre francese e padre spagnolo con il nome di Francis Martinez De Picabia della Torre. L’artista cominciò a dipingere già all’età di dieci anni diventando famoso ancora prima di compierne venti: in un primo tempo subì l’influsso di Sisley e Pisarro per poi ripudiare completamente quel genere di pittura ricercando uno stile più insolito, affrancato da ogni tradizione. Non è un caso che pochi anni dopo essersi accostato ai Fauves e all’orfismo, divenne uno degli animatori del movimento dadaista insieme a Man Ray e Marcel Duchamp per poi bruscamente optare per un “ritorno all’ordine” attorno agli anni Venti.

Uomo poliedrico e vivace, non rimase mai ancorato ad un solo stile, esaltando invece la possibilità di ogni pittore di cambiare senza temere alcun giudizio. Durante la parabola di tutte le sue sperimentazioni pochi temi rimasero costanti e uno di questi furono i delicati ritratti dedicati alle donne spagnole: le prime opere di questo sapore vennero realizzate tra il 1922 e il 1923, ovvero nel periodo in cui egli accusò apertamente il Movimento Dada di mancanza di spinta innovativa. Picabia decise quindi di optare per un ritorno alla figurazione, inteso come studio e ripresa della tradizione pittorica precedente. 

La provocazione era chiara: sfidare le avanguardie artistiche ritornando ad un accademismo formale, proprio lui che fino a qualche mese prima era stato uno dei più arditi rivoluzionari. Le donne spagnole venivano rappresentate solitamente in abiti tradizionali ponendo un grande accento sugli elementi più caratteristici come la mantilla: essa era un elemento tipico dell’abbigliamento femminile spagnolo e consisteva in un piccolo mantello o velo che veniva posto sul capo ed era realizzato con tessuti più o meno decorati a seconda che fossero “mantilla de fiesta” o “mantilla de diario”.

L’opera presentata è databile tra il 1922 e il 1926, ed è grandemente rappresentativa del lavoro di quegli anni: la donna è resa a mezzo busto, con indosso la mantilla, e la sua espressione è quasi assorta, senza accenti troppo marcati. La delicata sobrietà di questi ritratti divenne uno degli elementi di forza di questi lavori che, seppur con alcune varianti, furono ricorrenti fino alla sua morte.

Come si indossava la mantilla? Ce lo dimostra Senorita Ruiz, una famosa ballerina di flamenco, in un video del 1922.