Paolo Minoli e le teorie dei colori

Paolo Minoli nacque a Cantù nel 1942 e da subito dimostrò una spiccata propensione verso l’arte e verso i colori: nel 1961 infatti si diplomò all’Istituto Statale d’Arte di Cantù dove in seguito insegnò dal 1964 al 1978. L’anno successivo divenne docente di Cromatologia all’Accademia di Belle Arti di Brera collaborando anche con numerose aziende come consulente per lo studio di soluzioni cromatiche da applicare alla produzione industriale. La propensione al colore di Minoli fu totalizzante: le sue opere però non scaturivano da casuali incontri di tonalità ma erano attentamente studiate, rielaborando concetti e teorie proprie dell’estetica e delle teorie sul colore. Come suggerito da un’introduzione a una sua mostra personale tenutasi nel 1974 presso il Centro GMA di Cantù, una delle teorie che Minoli scelse per condurre le proprie indagini fu quella di Goethe. Il saggio (Zur Farbenlehre) fu pubblicato circa nel 1808 e conteneva una posizione apertamente critica contro le scoperte di Newton: Goethe, infatti, era  anti – Newtoniano, come del resto lo erano tutti i romantici, e negava totalmente la dipendenza dei colori dalla luce, introducendo invece lo studio della relazione tra la natura – oggetto e la persona – soggetto e dunque concentrandosi maggiormente sul processo mentale della percezione visiva. Goethe, inoltre, associò ai vari colori e alle varie coppie di colori delle qualità sensitive: ecco che il giallo contiene sempre “una qualità, dolcemente stimolante, di serenità e gaiezza” mentre il rosso esprime “un’impressione tanto di gravità e dignità che di clemenza e di grazia” e il verde invece è il colore dove finalmente il nostro occhio ottiene “un autentico appagamento”. Nel saggio vennero indagate anche le varie associazioni di colore e in particolare ne vennero teorizzate tre: le composizione armoniche, quelle caratteristiche e quelle prive di caratteri. Le armoniche erano formate da quei colori che l’occhio richiama “mediante una sensazione specifica, l’aspirazione all’universalità”: porpora – verde, giallo – violetto, blu – arancione. Una volta disposte queste coppie nel cerchio dei colori è facile ottenere le composizione caratteristiche, saltando un colore intermedio: verde – arancione, violetto – verde, arancione – viola, porpora – blu, giallo – porpora, blu – giallo. Infine le composizioni prive di caratteri sono quelle formate dai colori adiacenti che sono “troppo prossime affinchè la loro impressione sia significativa”. 

 

Le composizioni armoniche di Goethe

Le sei composizioni caratteristiche di Goethe

E’ chiaro come Minoli conosca bene queste teorie e le applichi con consapevolezza aggiungendovi altri elementi utili alla sua indagine: le composizioni armoniche vengono collocate all’inizio di ogni pista cromatica e messe in relazione fra di loro attraverso le composizioni caratteristiche mentre la luce rimbalza tra i colori contigui conferendo toni diversi a seconda del susseguirsi dei quadrati. Il risultato è una composizione appagante per l’occhio, come lo è per l’orecchio l’armonia musicale delle dissonanze.