Renato Bassoli, nato a Milano nel 1915, si formò all’Accademia di Brera, perfezionandosi in seguito presso la Scuola Superiore di Arte Applicata del Castello Sforzesco. La sua creatività cercò sfogo attraverso le diverse voci dell’arte: dalla scultura, alla grafica, dalla scenografia alla progettazione di gioielli ed elementi di arredo, la sua cifra stilistica si declinò su diversi materiali cogliendo in ognuno le caratteristiche endemiche. La larga produzione di opere in ceramica, di cui si ricorda la serie dei “Sassi”, dopo la Seconda Guerra Mondiale, venne affiancata ad elementi in metallo, forse immaginati durante la permanenza del maestro in un campo di prigionia in Germania. Ecco che le figure geometriche delle nuove opere vengono forgiate con il freddo ferro mentre gli elementi antropomorfi sono fatti di materia naturale come la ceramica, la paglia o la corda. Nella chaise longue presentata è proprio quest’ultima a rendere concreta la figura distesa evocando con gli incroci della cima, i tendini e le vene della Paolina Bonaparte.

 

Nella scultura presentata invece tutti gli elementi sono di metallo, forse a sottolineare il carattere non terreno dei personaggi che potrebbero rappresentare una natività. I due elementi proposti provengono dall’atelier di Bassoli che fu dismesso dopo la sua morte nel 1982 e sono stati conservati fino ad oggi dall’attuale proprietario che li presentò al pubblico in una mostra a Monaco nel 1984. In generale, all’interno della sua produzione, gli elementi di arredamento sono molto rari poiché mai messi in produzione su grande scala e realizzati, come questo caso, in pezzi unici.