Michele Cascella, Colori di Portofino, 1953.

Oggi e il giorno di Pasqua del 1968. Non possono ritornare, col ricordo almeno, a Portofino, dove mi recai la prima volta (…) proprio il giorno di Pasqua del 1934. Portofino mi affascinò a tal punto, mi colmò di tante taglie emozioni, che non riuscì a concludere niente, durante quella prima visita.

“Non c’è orizonte” (proprio con una z sola): con questa sola frase Giorgio de Chirico commentò e demolì Portofino. Era l’estate del 1958. Sapevo che si trovava Rapallo, ospite di amici, e lo pregai di farmi visita. Portofino, con mia grande sorpresa e delusione, non gli piacque: “Portofino è chiusa e, appunto, senza orizonte,” disse. Allora era in costante adorazione di Portofino. Malgrado la conoscessi da anni ormai fin nei suoi più nascosti particolari, Portofino continuava a parlarmi ed a ispirarmi. Occupavo ancora il piccolo studio, più tardi mi è stato carpito!, lungo la strada che dalla penisola conduce al faro. Portofino è chiusa il suo orizzonte limitato, ma questo particolare non mi aveva colpito .

 

Michele Cascella, Forza Zio Mec, 1969

Per approfondire qui di seguito troverete un documentario (diviso in due parti) sulla famiglia Cascella partendo dal padre Basilio per poi arrivare a Michele, Gioacchino e Tommaso e al nipote Pietro. Per ascoltare direttamente la parte relativa a Michele vi consigliamo di ascoltare la seconda parte.
Seconda parte: