firma all'acido Venini Murano Italia

Firma all’acido

Esempi di firma Daum

Firma a rilievo e firma incisa

berligto Schneider

Berlingot

etichette barovier e toso

Etichette Barovier & Toso

Firme, etichette e marchi nel vetro da collezione: dove e come guardare

Parole chiave: Murano, Gallè, Schneider, firma ad acido, firma incisa

 

Spesso (ma non sempre) gli oggetti in vetro realizzati presso le più importanti manifatture recanofirme, date ed etichetteche aiutano a identificare l’oggetto e la sua epoca di realizzazione. Solitamente questi riferimenti si trovano sotto la base oppure lungo un fianco e non sempresono chiaramente visibili,per questo è necessaria una visione molto attenta lungo tutta la superficie dell’oggetto.

Tipi di firma: ad acido, incisa, a rilievo ed eccezioni

Esistono molti modi di applicare il proprio nome sul vetro e questi variano a seconda del periodo di realizzazione e della manifattura.

La firma ad acido, per esempio, veniva utilizzata nel primo periodo daVeninie veniva impressa tramite la corrosione della superficie lucida: questa firma non sempre è facile da riconoscere perché è poco visibile e risulta più evidente mettendo l’oggetto in controluce e osservando la superficie con luce radente.

La firma incisa, invece, è molto più chiara poiché realizzata con una punta di diamante che incide il vetro rendendola riconoscibile anche al tatto. In questo caso oltre alla firma è facile trovare date, riferimenti a collezioni, numeri di serie oppure indicazioni di edizioni limitate realizzatead hocper qualche evento.

La firma a rilievoinvece è quella tipica diGallèoSchneidere presenta il marchio solitamente sul fianco dell’oggetto ed è parte integrante della superficie vitrea.

Ci sono poi delle simpatiche eccezioni come la famosa “berlingot” ovvero una piccola pastiglia di vetro blu, bianco e rosso (come la bandiera francese) che veniva utilizzata dai fratelli Schneider all’inizio della loro produzione e che fu abbandonata molto velocemente viste le lamentele dei clienti che la trovavano troppo evidente.

Etichette, piccoli riferimenti che non andrebbero mai rimossi

Quando si acquista un oggetto in vetro non vanno mai rimosse le etichette che vi sono applicate: anche queste, infatti, ci aiutano ad identificare la manifattura e l’epoca di realizzazione poiché nel corso degli anni queste si sono modificate riportando loghi efontleggermente diversi. Un esempio sono le etichette diBarovier & Tosoche, come visibile nell’immagine accanto, attraverso la loro mutazione hanno dato origine ad un vero e proprio calendario dal 1878 fino ad oggi.

Cosa significa se il mio vetro non ha nessuno riferimento

È bene sottolineare che moltissimi esemplari, soprattutto tra i vasi di Murano,non presentano nessuno dei riferimentidi cui abbiamo appena parlato. Questo è assolutamente normale e non va a pregiudicare né la vendibilità né il prezzo. Ciò che è strettamente necessario perché l’esemplare sia autentico è che rispetti tutte le caratteristiche di colore, forma, dimensioni etc., che sono peculiari per quella serie/modello/designer. Non dobbiamo spaventarci neanche se non troviamovasi perfettamente ugualial nostro tra quelli pubblicati nei vari cataloghi di riferimento: essendo oggetti prodotti a mano, ognuno di essi mantieneuna propria indipendenzache fa di ciascuno di essi una piccola opera d’arte.

Se non riesci ad indentificare il tuo oggetto o hai dei dubbi sulla sua origine i nostri esperti sono sempre a disposizione,gratuitamente, per darti una mano.

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